ARIA COMPRESSA ISO 8573-1:2010
Analisi dei contaminanti fisici, chimici e microbiologici nei sistemi di produzione dell’aria compressa ad uso alimentare, farmaceutico e industriale.
Richiedi una consulenzaL’ARIA COMPRESSA È UNA FONTE CRITICA DI CONTAMINAZIONE
L’aria compressa è uno degli strumenti più utilizzati nei processi produttivi, ma raramente viene valutata come una possibile fonte di rischio.
Eppure, oltre il 70% delle contaminazioni chimiche, fisiche e microbiologiche nei prodotti alimentari è riconducibile alla qualità inadeguata dell’aria compressa.
Particelle solide
Includono polveri, ruggine e scaglie derivanti dalle tubazioni e dalle impurità aspirate. Possono penetrare nel prodotto e compromettere l’igiene del processo.
Contaminazione da olio
L’olio proveniente dai compressori può presentarsi in forma di aerosol o vapore e richiede metodi analitici specifici per una corretta valutazione del rischio.
Umidità e condensa
Il vapore acqueo può condensare lungo le linee, causando corrosione, proliferazione microbica e possibili danni agli impianti ed al prodotto finale.
LA NORMA ISO 8573-1:2010
La ISO 8573-1:2010 è la norma tecnica di riferimento per la classificazione della qualità dell’aria compressa. Individua tre categorie di contaminanti:
- Particelle solide – ISO 8573-4
- Contenuto totale d’olio – ISO 8573-2 (vapore) e ISO 8573-5 (aerosol)
- Contenuto d’acqua (vapore acqueo e punto di rugiada) – ISO 8573-3
Ogni parametro è classificato in classi di purezza, che variano in base all'applicazione. I settori alimentare e farmaceutico richiedono frequentemente classi comprese tra 1 e 2.
CLASSI DI PUREZZA
| Contaminante | Classe 1 | Classe 2 | Classe 3 |
|---|---|---|---|
| Particelle (numero > 0,5 µm / m³) | <20 000 | <400 000 | <2 000 000 |
| Olio (mg/m³) | <0,01 | <0,1 | <1 |
| Umidità (punto rugiada °C) | <−70 °C | <−40 °C | <−20 °C |
Il contatto diretto o indiretto dell’aria compressa con le materie prime o il prodotto finale richiede il rispetto di differenti classi di purezza.
CONTAMINAZIONE MICROBIOLOGICA
La contaminazione microbiologica non è un fattore di classificazione dell’aria compressa secondo la 8573-1, tuttavia la norma ne sottolinea l’importanza con la normativa ISO 8573-7.
La contaminazione microbiologica rappresenta un fattore di rischio nei processi produttivi: l’umidità residua e la mancanza di sanificazione possono favorire la crescita di biofilm, batteri, lieviti e muffe nelle tubazioni.
Completare la valutazione della qualità dell’aria compressa integrando le analisi microbiologiche permette di gestire correttamente il rischio di possibili contaminazioni ed è un indicatore della salute del proprio impianto di distribuzione.
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